giovedì 22 marzo 2012

2008 - Ferrari ennesimo titolo Costruttori

Primo piano per Stefano Domenicali e le due F2008 che hanno consentito 
alla Ferrari di riconquistare nel 2008 il titolo mondiale per costruttori. 
Sulle vetture, Felipe Massa e Kimi Raikkonen.






  Il 2008 per il pilota brasiliano non inizia benissimo con due ritiri nelle prime 2 gare: in Australia causa rottura del motore e in Malesia per un testacoda. Ma in Bahrain Massa conquista il secondo posto in griglia alle spalle di Kubica, centra la prima vittoria stagionale. Nella gara successiva in Spagna arriva secondo alle spalle del compagno di scuderia e campione del mondo in carica Kimi Raikkonen. Due settimane dopo, in Turchia, realizza nuovamente la Pole Position e ottiene la seconda vittoria del 2008. Al Gran Premio di Monaco conquista la sua terza pole position dell'anno, ma alla fine, per un errore alla curva di Santa Devota arriva 3º. Al Gran Premio del Canada, gara condizionata da numerosi ritiri, il brasiliano ottiene la quinta posizione, e raggiungendo la seconda posizione nella classifica mondiale piloti.Nel Gran Premio di Francia, Massa parte secondo dietro Raikkonen e centra il terzo successo stagionale, e la vetta della classifica.Al successivo appuntamento sul Circuito di Silverstone, si vede un gran premio tutt'altro che noioso. Pioggia e schiarite si alternano creando uno scenario incredibile. Il brasiliano non arriva in zona punti.Nel successivo Gran Premio di Germania, Massa arriva terzo, e perde la leadership del Mondiale. Trionfo del tutto inaspettato in Belgio sul Circuito di Spa-Francorchamps. Tagliano il traguardo, nell'ordine, Lewis Hamilton, il brasiliano e Nick Heidfeld. A premiazione eseguita, la FIA si riunisce per valutare la condotta di gara del britannico, la sentenza toglierà la vittoria ad Hamilton. Questo significa che Felipe Massa può festeggiare la sua prima vittoria sul circuito delle Ardenne. Al Gran Premio d'Italia sul bagnato Massa terminarà la gara solo in sesta posizione. Nel nuovo tracciato cittadino di Singapore, Massa ottiene un'importantissima pole distanziando in griglia Hamilton più di 6/10.  La vittoria arride invece a Fernando Alonso. Ora il paulista insegue con 77 Punti contro gli 84 di Hamilton McLaren a tre gare dal termine del campionato. Nel Gran premio del Giappone le qualifiche si rivelano amare per Massa, solo settimo. Al Gran Premio del Brasile con 7 punti di ritardo da Hamilton: il brasiliano può vincere ancora il titolo, con Hamilton sesto o peggio, oppure arrivando secondo con l'inglese ottavo o peggio (Massa ha dei migliori piazzamenti, quindi è avvantaggiato in caso di parità). Dopo aver dominato un gran premio rocambolesco la conquista dell'iride sembra fatta. Hamilton, sesto, appena superato da Vettel, sorpassa però a quattro curve dal termine della corsa il tedesco Glock, il quale è nelle prime posizioni non avendo effettuato il pit-stop cambio gomme nonostante fosse prevista pioggia per le ultime tornate. Il pilota Toyota infatti ha sì risparmiato il tempo necessario per il pit, ma si trova con gomme da asciutto in situazione di pista bagnata.Per Hamilton, dotato a sua volta di gomme da bagnato, è fin troppo facile quindi sopravanzare Glock, fortemente rallentato dalle condizioni climatiche, e piazzarsi quinto nelle ultime curve di un gran premio che passerà alla storia come uno dei più beffardi di sempre. Hamilton supera infatti Massa nella classifica mondiale di un solo punto e si laurea campione (il più giovane della storia della Formula 1 a 23 anni, 9 mesi e 26 giorni).
Alla Ferrari andrà comunque il titolo di Campione del Mondo Costruttori 2008

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (sintesi).


2007 - Kimi Raikkonen, un debutto vincente

 Quello di Kimi è  splendido debutto vittorioso, alla guida della rossa di Maranello, 
prima vittoria a Melbourn e a fine stagione Campione del Mondo. Nell’immagine, il podio del Brasile, in primo piano la F2007 e la felicità di Luca Cordero di Montezemolo e Jean Todt.


  Il debutto al volante della Ferrari F2007, la nuova macchina della Scuderia Ferrari che ha utilizzato nel corso del mondiale di Formula 1 del 2007, avvenne il 30 gennaio 2007 a Valencia. Iniziò la stagione vincendo il Gran Premio d'Australia dove ottenne pole position e giro più veloce (solo Fangio e Mansell erano riusciti a fare altrettanto al debutto con una Ferrari). Le due gare successive gli fanno conquistare due terzi posti, il primo in Malesia, dove il motore era stato limitato nei giri a causa di una piccola perdita d'acqua sul finire del Gp d'Australia, ed uno in Bahrein.
  Le successive gare furono più travagliate con un ritiro in Spagna a causa di un problema elettronico, un ottavo posto a Monaco, dove era partito 15º a causa di un errore in qualifica], un quinto in Canada e un quarto negli Stati Uniti. Il finlandese centrò due vittorie consecutive nel Gran Premio di Francia, superando al via l'inglese Lewis Hamilton della McLaren e al 46º giro il compagno Felipe Massa grazie alla tattica dei pit-stop, e in Gran Bretagna, ma a questi risultati seguirono un ritiro e tre secondi posti. A Monza, inoltre, Räikkönen ebbe anche un incidente abbastanza grave nelle libere[19]. In Belgio, dopo aver ottenuto la pole position, il finlandese tornò sul gradino più alto del podio, portando insieme a Felipe Massa alla Ferrari il quindicesimo titolo costruttori.
  A Fuji, in una gara sotto la pioggia, Räikkönen si ritrovò nelle ultime posizioni a causa di un'errata scelta delle gomme ma rimontò fino al terzo posto. Con 17 punti da recuperare ad Hamilton su 20 disponibili, il mondiale sembrava ormai chiuso, ma grazie alle vittorie in Cina e in Brasile e il conseguente ritiro di Hamilton in Cina ed il settimo posto in Brasile, il finlandese riuscì a conquistare il suo primo titolo mondiale.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (sintesi).

2004 - Ancora Michael Schumacher

Michael Schumacher il “Maestro” dirige l’orchestra dei box che si esibisce in un concerto indimenticabile, la quinta vittoria consecutiva di “Schumi” in Ferrari che lascierà 
un ricordo indelebile negli appassionati degli sport motoristici.


  Michael Schumacher (Hermülheim, 3 gennaio 1969) è un pilota automobilistico tedesco, considerato il più grande campione della Formula 1 di tutti i tempi. Ha conquistato 7 titoli mondiali: i primi due con la Benetton (1994-1995) e successivamente cinque consecutivi con la Ferrari (2000-2001-2002-2003-2004). Schumacher detiene la gran parte dei record della F1, avendo conseguito, oltre ai titoli iridati, anche il maggior numero di Gran Premi vinti, di pole position, di giri veloci in gara, di hat trick (pole, vittoria e giro più veloce nella stessa gara) e di punti in carriera. Schumacher è stato anche il primo tedesco a divenire campione del mondo di Formula 1 ed è stato l'icona più popolare nella Formula 1, fino al 2006, secondo un sondaggio effettuato dalla FIA.   
  Nel 2003 diviene il più titolato pilota di F1 (con la vittoria del sesto titolo mondiale, superando il record di Juan Manuel Fangio) e nel 2004 marca un ulteriore record vincendo il suo quinto titolo iridato consecutivo (il precedente record, che spettava sempre a Fangio era di quattro titoli mondiali consecutivi).

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera (sintesi).

2003 – Sempre più in alto

Sintesi della stagione Ferrari 2003 con immagini appartenenti a contesti
diversi, unite in una specie di montaggio simbolico: Michael Schumacher annaffia
a champagne la pista di Indianapolis, mentre Rubens Barrichello, sul podio
di Suzuka, esulta accanto a Jean Todt.
 
    Enzo Ferrari amava ripetere, di tanto in tanto, che – nello sport non meno che nella vita – è arduo arrivare al vertice ma è ancor più arduo rimanervi. Questa «massima», semplice ma difficilmente smentibile, riceve continue conferme. La Ferrari è la squadra che ha corso e vinto più di ogni altra e dunque, di ogni sua nuova affermazione, si può dire che sia ottenuta non solo contro le antagoniste ma anche nei confronti... del proprio albo d’oro, di una ricchezza senza uguali. Il 2002 si era chiuso con un trionfo schiacciante e il 2003 vedeva i piloti e le macchine di Maranello prendere il via con i favori di un pronostico perfino ovvio. Per Schumacher e Barrichello, tuttavia, il cammino si rivelava molto meno agevole del previsto, per una serie di ragioni. Anzitutto la F2003-GA (iniziali di Giovanni Agnelli, scomparso il 24 gennaio 2003) si rivelava meno competitiva di quanto ci si attendesse, di fronte a una concorrenza – Williams e McLaren – che aveva compiuto netti progressi rispetto alla stagione precedente. Progressi in fatto di telaio, di motore e anche di pneumatici: le prestazioni dei Michelin, infatti, su certe piste e in certe situazioni meteo, risultavano superiori a quelle dei Bridgestone. A ciò si aggiunga qualche disavventura – peraltro normale nelle corse – nonché qualche calo di rendimento di Michael Schumacher, anche lui, come e più della Ferrari, «costretto» a battere record in continuazione. Infine si tenga conto del nuovo criterio di assegnazione del punteggio (10 punti al primo, 8 al secondo, 6 al terzo, 5 al quarto, 4 al quinto, 3 al sesto, 2 al settimo, 1 all’ottavo classificato) a favore della razionalità del quale non depone certo il fatto che «Schumi», con all’attivo mezza dozzina di vittorie, abbia dovuto tremare fino all’ultimo per poter conservare un vantaggio esiguo su Kimi Räikkönen, senz’altro bravissimo ma una sola volta primo al traguardo. Ad ogni modo, il successo finale, proprio perché più «sudato», è stato ancora più appagante. Schumacher ha battuto il primato di Fangio (6 titoli iridati contro 5) e la Ferrari, dal canto suo, è arrivata a quota 26 (13 per Piloti e altrettanti per Costruttori, gli ultimi 5 dei quali consecutivi). E sorvoliamo su tutti gli altri – che sono numerosissimi – ad eccezione di uno: quando una squadra ottiene in un Gran Premio la pole position, la vittoria e il giro più veloce, gli anglosassoni dicono che quello, per la squadra, è stato a perfect weekend, un fine settimana perfetto. Bene, dal 1950, di questi fine settimana la Ferrari ne ha goduti la bellezza di 33, la Williams 19, Lotus e McLaren 17. A tutti gli altri, le briciole.

Fonte: Gianni Cancellieri, giornalista e storico dell’automobile.

2002 – Una pioggia di primati

Le magnifiche F2002 di Michael Schumacher e di Rubens Barrichello
dominatrici assolute del Mondiale F1. Sullo sfondo, una scenadivenuta ormai abituale: il direttore sportivo Jean Todt fra i due campioni della Ferrari, sul podio inondato di champagne.

       Forse neppure il più appassionato fra i "tifosi" ferraristi aveva sognato che i piloti e le macchine del Cavallino rampante potessero dar prova di una superiorità così schiacciante quale quella esercitata da un capo all’altro della stagione 2002 nei confronti di ogni antagonista, coronando la conquista di due ennesimi titoli mondiali con una autentica pioggia di primati. Michael Schumacher è andato incontro al quinto trionfo iridato – eguagliando il leggendario record di Juan Manuel Fangio – a un ritmo stupefacente: il 21 luglio, quando si impone nel GP di Francia e acquista la certezza aritmetica della vittoria finale, alla conclusione del campionato mancano ancora 6 Gran Premi, e anche questo è un record (quello precedente apparteneva a Nigel Mansell, Campione del Mondo nel 1992 con 5 gare d’anticipo). "Schumi" disputa i 17 Gran Premi vincendone 11 (Mansell nel 1992 era arrivato a quota 9) e classificandosi 5 volte secondo e una volta terzo: dunque, sempre sul podio. Diviene inoltre il primo pilota della storia del Mondiale ad avere percorso tutti i giri (1090) dei Gran Premi stagionali (Dan Gurney, nel 1961, ne aveva assommati 486 su 490).
Il vicecampione del mondo è il suo compagno di squadra Rubens Barrichello, con 4 vittorie, 5 secondi, un terzo e un quarto posto, a 67 punti di distacco (nel 2001 «Schumi» stesso aveva preceduto Coulthard di 58 lunghezze). La Ferrari raggiunge la quota di 24 titoli mondiali F1, 12 per Piloti (precedendo la McLaren con 11) e altrettanti – di cui 4 consecutivi – per Costruttori (davanti alla Williams con 9). Non battuto ma uguagliato è il primato di vittorie in una stagione (15, come la McLaren nel 1988) e lo stesso dicasi per i giri più veloci (12, come la McLaren nel 2000). Sono stati rafforzati, inoltre, i record dei GP disputati (669), delle vittorie (159), dei secondi posti (189), dei terzi posti (160), dei podi (508), dei giri più veloci (161), delle pole position (158), dei punti 3829,8. Superato il limite di punti conquistati in un campionato, 221, contro i 199 della McLaren nel 1988. Schumacher e Barrichello hanno messo a segno 9 doppiette, portando il loro totale a 15 (contro le 14 di Senna e Prost fra 1988 e il 1989). "Schumi", inoltre, ha portato a 867 il totale dei punti accumulati in carriera, a 64 le vittorie e a 51 i giri più veloci. Infine ha ottenuto per la dodicesima volta da quando gareggia in F1 quel risultato che gli inglesi chiamano hat trick, e che consiste nell’ottenere la pole position in prova, la vittoria nonché il giro più veloce in corsa (il precedente primato di 11 era detenuto da Jim CLark).

Fonte: Gianni Cancellieri, giornalista e storico dell’automobile.

2001 – A testa alta verso il futuro

Budapest-Hungaroring, 19 agosto 2001, G.P. d’Ungheria.  Michael Schumacher e la F2001 
verso la vittoria e il quarto titolo iridato.   Nei ritratti, «Schumi» e il suo compagno Rubens Barrichello, artefice con lui del successo della Ferrari nel Mondiale Costruttori.

 L’inizio è di quelli che mettono i brividi: nel corso delle prove del G.P. d’Australia, Michael Schumacher compie un brutto volo, ma poi in gara si impone con il piglio del dominatore e lo stesso fa due settimane dopo nel G.P. della Malesia, guidando da fuoriclasse sul bagnato, con Rubens Barrichello al posto d’onore. Le Ferrari sembrano proseguire sullo slancio dei successi del 2000, mentre le McLaren, a quanto pqre, non hanno più lo smalto delle stagioni precedenti e in particolar modo Mika Häkkinen attraversa un periodo critico. L’avversario numero uno di «Schumi» nella battaglia per il titolo diviene perciò David Coulthard, il quale riduce il distacco iniziale vincendo il G.P. del Brasile dopodiché, con il secondo posto conquistato nel G.P. di San Marino, agguanta il portacolori della Ferrari in testa alla classifica. È questo, con ogni probabilità, il momento in cui il pilota scozzese pensa con maggior convinzione alle sue possibilità di affermazione finale. Ma Schumacher prosegue implacabile la sua marcia e a un ritmo travolgente: nei sette successivi Gran Premi è quattro volte primo (Spagna, Monaco, Europa e Francia) e tre volte secondo. E, quando taglia da vincitore anche il traguardo del G.P. d’Ungheria, è fatta. Mancano ancora quattro gare alla fine del campionato ma «Schumi» ha già la certezza aritmetica del titolo. Per lui è il quarto ed è l’undicesima volta che questo alloro incorona un pilota alla guida di una Ferrari. La Casa di Maranello, inoltre, conquista il suo undicesimo titolo mondiale per costruttori di Formula 1.           .
La F2001 si è rivelata una vettura forte soprattutto per il suo eccezionale equilibrio, capace di superare le pur sempre temibili avversarie sui circuiti tortuosi, anche in virtù della bravura dei suoi piloti, e altresì in grado di resistere senza farsi troppo staccare su quelli veloci. Affidabilità della meccanica, evolu-zione costante e abilità strategica nell’impostazione di gara hanno fatto il resto. Le antagoniste, invece, hanno messo in luce qualità che hanno permesso loro di eccellere sotto questo o quel-l’aspetto – potenza superiore, maggior velocità di punta, elettronica più sofisticata e via dicendo –  ma non nel rendimento complessivo, nella tenuta alla distanza. Non come la Ferrari, che alla fine della stagione (anzi...molto prima) ha visto ancora una volta giustamente premiati i propri sforzi. E si ripeterà annientando ogni avversario nel 2002. Milioni di appassionati in tutto il mondo continuano a sventolare le gloriose bandiere della squadra del Cavallino, che è pronta ad affrontare a testa alta le grandi sfide del terzo millennio.    

Fonte: Gianni Cancellieri, giornalista e storico dell’automobile.

2000 – Doppietta trionfale

Melbourne, 12 marzo 2000, G.P. d’Australia.Le F1-2000
di Michael Schumacher e Rubens Barrichello prima e seconda sul traguardo.
Dal muretto dei box, con la barba, si sporge esultando anche l’autore del dipinto.


Un successo squillante inaugura il Campionato del Mondo di Formula 1 che si disputa nell’ulti-mo anno del secondo millennio: Michael Schumacher è primo nel G.P. d’Australia, a Melbourne, davanti al suo compagno di squadra, il brasiliano di origine italiana Rubens Barrichello, che ha preso il posto di Eddie Irvine. Ma le troppe disillusioni accumulate negli anni hanno insegnato a non trarre auspici frettolosi. La macchina, comunque, sembra indovinata. Si chiama F1-2000 e nasce da un impegnativo lavoro di ottimizzazione della F399 dell'anno precedente. È più filante, ha un centro di gravità più basso, è più leggera, ha un motore di ingombri ancora più compatti, con una nuova architettura (l’angolo della V delle bancate è stato aumentato da 80° a 90°) e una potenza di 800 CV a 17.800 giri al minuto. L’inizio, ad ogni modo, ha un seguito lusinghiero: «Schumi» vince anche i G.P. del Brasile e di San Marino e guida la classifica del Mondiale con enorme vantaggio. La McLaren sembra afflitta da una crisi di affidabilità ma ben presto si riprende e i suoi piloti Häkkinen (primo in Spagna) e Coulthard (primo in Gran Bretagna e a Monaco) incominciano ad accorciare le distanze. Schumacher riesce ad aumentare di nuovo il suo vantaggio imponendosi al Nürburgring e a Montréal, ma poi per tre Gran Premi consecutivi (Francia, Austria e Germania) non coglie punti e, a Buda-pest, Häkkinen lo supera in classifica, rafforzando inoltre la sua posizione a Spa. Le cose, ancora una volta, sembra-no prendere una piega purtroppo ben conosciuta a Maranello.
Ma l’ora della riscossa è vicina. Schumacher si afferma nel G.P. d’Italia, riducendo a due punti il suo distacco da Häkkinen. Poi fa il bis nel G.P. degli Stati Uniti, che per la prima volta si disputa a Indianapolis, su un circuito inedito ricavato all’interno del famoso «ovale», e torna al comando. Dopodiché, proseguendo sullo slancio, «Schumi» chiude la partita vincendo anche il G.P. del Giappone e conquistando in tal modo il suo terzo titolo mondiale, il decimo per un pilota della Fer-rari. Ma non è finita. Passano due settimane e Michael infila la quarta vittoria consecutiva (nona della stagione, con nove pole position) che permette alla  Ferrari di arrivare a quota dieci anche nei titoli mondiali per costruttori di Formula 1. Il conseguimento di questo risultato è dovuto anche all’apporto determi-nante di Rubens Barrichello e ai punti da lui conquistati con la sua affermazione nel G.P.  di Germania e con altri dodici piazzamenti, su un totale di diciassette Gran Premi.

Fonte: Gianni Cancellieri, giornalista e storico dell’automobile.